Entro il 31 gennaio 2026 dovranno essere comunicati da parte delle singole aziende, titolari di concessioni di derivazione di acque pubbliche sotterranee (pozzi), al S.A.C. Arpae territorialmente competente (utilizzando il portale Demanio Idrico e accedendo al servizio tramite SPID) e, se indicato nella concessione rilasciata, alla Regione Emilia Romagna – Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua, Aria e Agenti Fisici (a mezzo posta certificata all’indirizzo: acqua@postacert.regione.emilia-romagna.it), i quantitativi di acqua pubblica prelevata durante l’anno solare 2025.
La comunicazione deve essere presentata anche se il prelievo per l’anno solare 2025 è stato pari a zero.
Il pagamento del canone annuale dovuto per le concessioni di acque pubbliche sotterranee (pozzi) per l’anno 2025 deve essere effettuato entro il 31/03/2026.
L’importo da corrispondere per l’anno 2026 è pari al canone 2025 moltiplicato per 1,010.
Esempio: 193,52 € (canone ipotetico 2025) x 1,010 = 195,46 € (canone ipotetico 2026).
Si ricorda che tale importo varia in base alla tipologia di concessione rilasciata (uso irriguo, zootecnico, igienico ed assimilato, ecc.).
L’importo corretto sarà trasmesso da Arpae, indicativamente ai primi di marzo, tramite posta certificata a cui sarà allegato un avviso di pagamento pagoPA.
In caso di pagamento spontaneo, il pagamento si dovrà effettuare accedendo alla piattaforma dei pagamenti PayER – Lepida della Regione Emilia Romagna.
Infine, si ricorda che i canoni eventualmente non pagati sono soggetti a recupero.
L’importo da versare per i canoni omessi, dal 27/07/2018, ai sensi dell’art. 8 c. 2 della L.R. Emilia Romagna n. 11 di pari data, è pari al canone previsto dalla normativa vigente con una maggiorazione del 100% per ogni annualità di utilizzo delle acque senza pagamento del relativo canone.
Esempio: 193,52 € (canone ipotetico omesso per l’anno 2025) + 193,52 € (maggiorazione pari al 100% del canone ipotetico omesso per l’anno 2025) = 387,04 € + interessi legali = importo da versare.
