Consulenza ambientale certificata

Consulenza ambientale certificata: un vantaggio strategico per enti e aziende

La sostenibilità è un valore aggiunto per la reputazione aziendale, un’occasione per rafforzare la posizione sul mercato.

L’agronomo ambientale Simone Santini affronta la gestione di questioni di carattere ambientale dal punto di vista tecnico, giuridico e amministrativo, studiando l’impatto ambientale dell’attività e garantendo che il sistema di gestione ambientale sia in linea con normative e procedure previste per legge, incluse quelle regionali relative all’Emilia-Romagna.

La maggior parte delle realtà produttive determina emissioni e scarichi, che richiedono una necessaria autorizzazione alle emissioni ambientali ai fini di limitarne l’impatto. Si tratta infatti di sostanze con caratteristiche tali da rappresentare un pericolo per la salute umana o per la qualità dell’ambiente, se non opportunamente controllate. Il consulente ambientale, dopo attenta valutazione della realtà aziendale e delle opere di mitigazione presenti o da attuare, predispone la documentazione necessaria ai fini del rilascio, da parte dell’Arpae, di un’autorizzazione alle emissioni ambientali generate dalle realtà produttive che possono compromettere la qualità dell’aria.

Quando un’azienda o ente dell’Emilia-Romagna ha la necessità di conferire le acque reflue nella pubblica fognatura, su suolo oppure in acque superficiali, da sempre è richiesta l’autorizzazione allo scarico e, in alcuni casi, il trattamento preliminare per limitare l’inquinamento. Il consulente ambientale, dopo attenta valutazione della realtà aziendale e dei trattamenti di depurazione in essere o da installare, predispone la documentazione necessaria ai fini del rilascio dell’autorizzazione allo scarico degli effluenti generati dalle realtà produttive aventi un impatto sulla qualità delle acque.

Gli allevamenti dell’Emilia-Romagna generano effluenti zootecnici quali: prodotti dal metabolismo degli animali allevati, residui alimentari, perdite di abbeverata, acque di veicolazione delle deiezioni e materiali lignocellulosici. Sostanze ricche di proprietà fertilizzanti, ma in certi casi potenzialmente inquinanti se non preventivamente trattate prima dello spandimento in campo come fertilizzante. Il consulente ambientale, dopo attenta valutazione dei quantitativi prodotti e delle possibili soluzioni di impiego, si occupa di redigere la dichiarazione preventiva relativa allo spandimento degli effluenti, per conto delle aziende produttrici di liquame/letame o digestati (impianti biogas), nella quale vengono riportati tutti i dati di produzione degli effluenti (animali allevati, quantitativi di azoto zootecnico prodotti, ecc.), le eventuali cessioni a terzi e i terreni su cui è effettuato il loro utilizzo agronomico come fertilizzante per le colture agrarie praticate, in linea con la normativa regionale (D.Lgs 152/2006, D.M. 5046 del 2016 e Regolamento Regionale Emilia Romagna n. 3/2017 e altre normative specifiche sullo spandimento letame).

L’ Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) è una specifica forma di autorizzazione introdotta per semplificare gli adempimenti amministrativi ambientali, al cui interno sono ricomprese le singole autorizzazioni settoriali (acque, aria, effluenti zootecnici, ecc.). Grazie al supporto del consulente e tecnico ambientale, è possibile ottenerne il rilascio da parte di Arpae, ente pubblico dell’Emilia-Romagna. Un requisito necessario per tutte le aziende che per l’esercizio delle proprie attività producono effetti sull’ambiente quali emissioni e scarichi. Una volta ottenuta, l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) è valida per 15 anni.

L’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) mira a verificare la compatibilità ambientale con un approccio integrato, che prende in considerazione l’impatto ambientale delle attività economiche nella loro interezza (acqua, suolo, aria, rifiuti, ecc.). Essa ricomprende al suo interno tutte le matrici ambientali per una valutazione globale dell’impianto oggetto di autorizzazione e ha un valore sostitutivo rispetto a un carnet di certificazioni più settoriali (AUA, VAS, ecc.).
Quando si superano le soglie previste nel D.Lgs. n. 152/2006 (All. VIII Parte II) si entra nel campo di applicazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Il consulente ambientale accompagna le aziende verso un’elevata protezione dell’ambiente, osservata in modo costante attraverso monitoraggi annuali (report).

Il consulente tecnico e perito ambientale si occupa della valutazione e individuazione delle migliori tecniche impiantistiche, di gestione e di controllo che garantiscono prestazioni ambientali ottimali in un’ottica integrata. L’analisi tiene conto delle opzioni tecnicamente realizzabili nello specifico contesto, ma anche al contempo economicamente sostenibili a livello di settore (BAT-Best Available Technologies o MTD).

Le aziende che producono emissioni e trasferimenti di inquinanti sono tenute a comunicarne i dati ad un registro nazionale attraverso report annuale (Dichiarazione PRTR, Pollutant Release and Transfer Register). Il consulente ambientale interviene a supporto delle aziende per ottemperare agli obblighi normativi, a tutela del territorio.

L’uso di letame, liquame, compost o digestato per la fertilizzazione è una prassi virtuosa che consente di risparmiare fertilizzanti di sintesi, riducendo i rischi di inquinamento in Emilia-Romagna. Occorre tuttavia dichiararne l’impiego tramite un Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA), adempimento annuale preventivo necessario per verificare il corretto utilizzo agronomico degli effluenti zootecnici o digestati prodotti o in disponibilità alle singole aziende. Dopo una verifica delle produzioni di effluenti annui, e del piano di rotazione colturale dei terreni oggetto di spandimento, il consulente e tecnico ambientale predispone il documento di calcolo e il calendario di spandimento, quindi verifica il rispetto dei limiti di legge.

Ove presenti pozzi o derivazioni nel territorio dell’Emilia-Romagna, il consulente ambientale predispone la documentazione necessaria ai fini del rilascio della concessione al prelievo acque di proprietà demaniale, opportunamente corredata da dati, disegni tecnici e analisi del contesto in cui l’opera è inserita.